Rassegna stampa

Una Carmen sassarese, passione e sacrificio

SardegnaDies.it

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di Lu.Fo.

Scelta coraggiosa, che a qualcuno ha fatto storcere il naso: Carmen trafitta da un gancio da macellaio, uccisa da Don José, pazzo d´amore per la sua bella che gli dice brutalmente di non amarlo più. Si chiude così l´allestimento tutto sassarese della Carmen di Bizet, con la quale venerdì sera si è aperta la stagione lirica 2014 dell´Ente Concerti Marialisa De Carolis. Sangue, passione e amore, sin dall´inizio, e il rosso colore dominante per tutti i quattro atti. Una tragedia giocata sul filo della sensualità della protagonista e del destino segnato fin dal principio per Don José, ma anche sull´antinomia tra logica e sentimento, che alla fine prevale nel modo più irrazionale possibile.

Una Carmen bella, per i costumi di Lorenzo Cutùli, il disegno delle luci di Fiammetta Baldiserri e le soluzioni scenografiche di Dario Gessati, minimali come avviene al Comunale ormai da qualche anno per motivi di budget, eppure sempre intelligenti. Tre grandi pannelli sul palcoscenico, più un quarto, sospeso, che nelle scene cambiano posizione, ricoperti da soluzioni visive che riprendono le piastrelle azulejos, che danno un chiaro tocco andaluso all´impianto generale, completato dai costumi classici di Carmen e di altri personaggi, a cui si aggiungono due scelte legate a Sassari: innanzitutto le divise dei militari, quelle dei fanti della Brigata Sassari della I Guerra Mondiale (un secolo fa l´inizio del conflitto, a cui l´Italia partecipò dal 1915), con tanto di mostrine bianche e rosse; e poi, nell´ultima parte, sotto una gigantesca bandiera spagnola, i costumi femminili, completati dagli scialli della tradizione sarda. Un accostamento che mette insieme tre culture, lingua francese, ambientazione spagnola e scelte visive sarde.


Si diceva del sangue, anzi, del rosso, come colore dominante. Anche nel senso di tinta, sin dalla prima scena, con i secchi di vernice lanciati su un muro da quattro figuranti. Più avanti, nel momento dello scontro finale con Carmen, è lo stesso Don Josè a scrivere alcune lettere del nome della sua amata su uno dei pannelli della scenografia facendo ricorso al sangue. Mani già rosse, perché di lì a poco il sangue scorre davvero. Il ricorso all´idea del gancio di macelleria, mentre in alto un toro penzola già cadavere, completa il filo conduttore, ovviamente rosso e non solo teoricamente, dell´intera e riuscita regia di Andrea Cigni. Anche i bambini del coro si presentano con un coltellaccio mentre cantano. Perché la morte incombe, sino, suo malgrado, al completo sacrificio della protagonista. E come è folle il divertimento del pubblico nella plaza de toros, così lo è la disperazione di Don Josè, che, accecato dall´amore, uccide nella maniera più brutale la sua Carmen.

Rappresentata per la prima volta all´Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875, la Carmen di Georges Bizet è uno dei titoli più rappresentati della storia della lirica. L´indiscusso fascino della trama e della musica, apprezzata fin da subito, gli elementi vincenti. A Sassari è stata utilizzata la versione originale dell´opera (che è infatti un´opera-comique, in cui non sono presenti i recitativi all´italiana), con i dialoghi non cantati, scelta che ha soddisfatto i puristi.

Sensuale al punto giusto l´interpretazione del mezzosoprano georgiano Nino Surguladze, grande stella della lirica mondiale, che ha presentato una bella Carmen sul piano della recitazione (bravissima attrice) e decisamente convincente su quello musicale (ha eseguito la celebre ´habanera´ esaltando i bassi, ma è una sua caratteristica vocale). Carmen1Bene, anche se in alcuni passaggi è sembrato un po´ imbolsito sulla scena (migliorerà), il giovane tenore delle Canarie Orlando Niz (Don Josè). E poi tutti gli altri interpreti: il soprano Gabriella Costa (Micaela), applauditissima dal pubblico (forse anche al di là dei meriti musicali del personaggio interpretato), i quattro zingari Francesca Tassinari (Frasquita), Francesca Pierpaoli (Mercedes), Gragory Bonfatti (Dancairo), Manuel Pierattelli (Remendado), il baritono sassarese Francesco Solinas (Morales) e il baritono lettone Valdis Jansons, che ha proposto un ottimo Escamillo inizialmente più divo del cinema (ed infatti così agghindato si è presentato sulla scena) che torero.

Positiva la direzione dell´Orchestra dell´Ente Concerti da parte dell´australiano Benjamin Bayl. Bene il Coro dell´Ente, guidato da Antonio Costa, come anche i piccoli Monelli, le voci bianche della Corale Canepa dirette da Salvatore Rizzu.

Domenica alle 16,30 sempre al Teatro Comunale di piazzale Cappuccini la replica di Carmen.

L'opera

Carmen

Per la quarta volta in 25 anni torna a Sassari Carmen, il capolavoro di Georges Bizet. Fu rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1875, pochi mesi prima della morte dell'autore....

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