Rassegna stampa

La Nona di Beethoven ha concluso la stagione lirica sassarese

SardegnaDies.it

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Con la ´Nona´ di Ludwig van Beethoven si è chiusa la Stagione lirica 2015 dell´Ente Concerti ´Marialisa de Carolis´. Un´esecuzione (prima sabato e replica domenica) che ha registrato giudizi positivi da parte del pubblico presente (in ogni caso positiva una presenza così consistente), in gran parte però chiaramente non avvezzo alla musica sinfonica. Un particolare che dice tutto: domenica al termine di ciascun movimento scattava immancabilmente l´applauso, prontamente zittito dagli appassionati che reclamavano il silenzio.

Il concerto è stato preceduto dalla lettura della versione italiana dell´ode ´An die Freude´ di Friedrich Schiller, musicata da Beethoven nel quarto movimento, dal 1985 inno dell´Unione Europea. L´attore Sante Maurizi ha dedicato l´esecuzione della sinfonia alle vittime delle stragi di Parigi e delle altre all´ordine del giorno in questi tempi. La ´Nona´ è infatti un inno alla fratellanza e alla pace tra popoli diversi.

E Beethoven? La lettura del direttore Gaetano D´Espinosa era ben lontana da quella travolgente e ispirata delle centinaia di incisioni discografiche oggi disponibili, dalle classiche proposte dei Berliner o dei Wiener sino a quelle filologiche con strumenti d´epoca. La ´Nona´ è infatti uno dei pilastri della musica occidentale, scritta dal grande compositore tedesco nel 1824, quando era già totalmente sordo. Musica assoluta, dall´orchestrazione perfetta, che non tollera svarioni come quello, clamoroso, dell´attacco del celeberrimo quarto movimento, con trombe e tromboni che hanno semplicemente perso per strada qualche nota. Ma i limiti dell´Orchestra dell´Ente Concerti, buona se non ottima per il repertorio lirico in cui sono protagoniste le voci, si sono visti tutti in un concerto sinfonico. Complice una direzione senza mordente (D´Espinosa è tra l´altro subentrato al direttore originario designato), il complesso orchestrale ha messo in evidenza l´assenza di amalgama tra fiati e archi. Ottoni troppo potenti ed in evidenza rispetto ai legni, con gli archi numericamente sottodimensionati. Promosso invece il Coro dell´Ente Concerti diretto con la consueta maestria da Antonio Costa. Da risentire con attenzione le quattro voci soliste. Se il basso Abramo Rosalen ha convinto sin dalle prime note, il tenore Max Jota ma anche il soprano Francesca Tiburzi e il mezzosoprano Silvia Beltrami non sono stati in grado di trasmettere la potenza e il pathos della celebre partitura. Troppa confusione, con un netto scollamento tra le parti. Ma era evidente soprattutto la mancanza di amalgama nell´orchestra. Qualche giorno di prova in più non avrebbe guastato, ma il tempo a disposizione era chiaramente troppo poco: l´Aida di Giuseppe Verdi è stata rappresentata solo una settimana fa e resettare per ripartire con un linguaggio musicale differente è davvero difficile se per tutto il resto dell´anno non si suona insieme. Per le prossime edizioni della stagione lirica questo aspetto dovrà essere tenuto nella giusta considerazione. Servono più concerti sinfonici, non solo per abituare il pubblico alle regole base di comportamento, ma soprattutto per creare finalmente nell´orchestra quella duttilità necessaria per affrontare insieme il repertorio lirico e quello sinfonico.

(Luca Foddai)

L'opera

Sinfonia N. 9 in Re min OP. 125

La Stagione 2015 si chiude con l'esecuzione della famosa 'Nona sinfonia' di Ludwig van Beethoven un appuntamento già programmato per l'anno precedente ma saltato a causa dei...

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