Rassegna stampa

Non convince il "Ballo in maschera"

La Nuova Sardegna

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di Antonio Ligios

SASSARI Una tiepida accoglienza ha salutato il ritorno sui palcoscenici sassaresi del ´Ballo in maschera´ di Giuseppe Verdi, opera assai cara al pubblico della lirica e per questo spesso inserita nei cartelloni dei teatri, che ciononostante mancava dalla programmazione del De Carolis da ben trent´anni. Diciamo subito che non si è trattato di una produzione indimenticabile. La sensazione complessiva è di notevole mediocrità, salvo qualche eccezione. Ordinario è l´allestimento, che si avvale della regia di Pier Francesco Maestrini e delle scene e dei costumi di Alfredo Troisi, che ricollocano la vicenda ai tempi della guerra civile americana: e sin qui nessuno scandalo, abbiamo visto molto peggio scaturire dalla fantasia di taluni registi, ma arredi e alcuni elementi della scenografia appaiono mal accostati, e comunque il gusto complessivo non è certo eccelso. Sul palcoscenico poi domina una assoluta mancanza di movimento, che coinvolge sia il coro che i solisti, alcuni dei quali appaiono quasi inamidati tale è la rigidità con cui si muovono in scena: viene da chiedersi se il regista abbia lavorato almeno un po´ con loro. Anche la direzione di Myron Michailidis non va oltre una onesta routine, che privilegia una generica enfasi romantica ma non riesce a mettere a fuoco adeguatamente tutti gli altri piani espressivi. Senza contare poi che in più d´una occasione la condotta direttoriale ha palesato alcuni vistosi scollamenti tra orchestra e palcoscenico. Sul palcoscenico risplende solo la voce di Cellia Costea, caratterizzata da un bel timbro e dalla capacità di conferire rilievo emotivo alla parola. Alessandro Liberatore, che ormai abbiamo ascoltato a Sassari in numerose stagioni e in una pluralità di personaggi vocalmente molto diversi tra loro, affronta il ruolo di Riccardo in modo professionale ma piuttosto generico. Anche Ernesto Petti non convince del tutto nel ruolo di Renato. Buona invece la prova della giovanissima Giuliana Gianfaldoni nei panni di Oscar, mentre quello che doveva costituire l´evento di questo Ballo, ossia il ritorno a Sassari della ormai settantenne Bruna Baglioni nel ruolo di Ulrica, ruolo che l´aveva vista debuttare proprio a Sassari ben quarantuno anni fa, si è rivelato un incomprensibile azzardo, con gli esiti vocali che si possono immaginare. La compagnia si completava degnamente con la coppia di congiurati formata da Gianluca Lentini e Enrico Rinaldo (Samuel e Tom), e con Federico Cavarzan (Silvano) e Francesco Congiu (Giudice e Servo). Note molto positive provengono invece sia dall´Orchestra del De Carolis, che ancora una volta ha dato piena prova del suo valore nonostante la sua stagionalità, e il Coro dello stesso Ente preparato impeccabilmente da Antonio Costa. Oggi nuovamente in scena alle16.30 (unica replica prevista).

L'opera

Un ballo in maschera

Non faceva tappa a Sassari dal 1987: torna quindi dopo quasi trent'anni Un ballo in maschera, melodramma di Giuseppe Verdi, in una regia rivista da Pier Francesco Maestrini che traspone la...

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