Rassegna stampa

La ricchezza di Verdi compensa la povertà della regia

L´Unione Sarda

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Viva Verdi e la ricchezza della partitura di ´Un Ballo in maschera´. Capace di dare sfumature e dinamismo anche a un allestimento tradizionale e statico, senza trovate, una volta esaurita l´idea di trasporre il melodramma due secoli più avanti, con Riccardo sovrapposto al presidente americano Abramo Lincoln. Così per soddisfare il pubblico del Comunale di Sassari bastano la solidità canora del coro dell´ente concerti de Carolis diretto da Antonio Costa e la prova convincente del soprano rumeno Cellia Costea, voce corposa per l´Amelia lacerata dall´amore per l´amico del marito.
La supporta bene il tenore Alessandro Liberatore, anche se il suo Riccardo è più intenso nello struggimento per il tradimento dell´amico che nelle variazioni dove è richiesta leggerezza. La giovane Giuliana Gianfaldoni acquista spessore via via, anche se la scelta di trasformare il paggio nel Rusty di Rin Tin Tin con tanto di cane lupo al seguito (non convintissimo neppure l´animale) non la agevola di certo.
Inizia un po´ chiuso il baritono Ernesto Petti, che si cimenta con sufficienti risultati nel Renato tradito e usato dai sudisti per assassinare Riccardo-Abramo. Nelle figure di contorno, interessante la prova del basso nuorese nei panni del cospiratore Samuel.
Alla settantassettenne Bruna Baglioni è stato tributato alla fine del primo atto il doveroso applauso per una lunghissima carriera che l´ha vista a Sassari nello stesso ruolo di Ulrica addirittura nel 1975.
Senza troppe raffinatezze interpretative ma neppure cadute la direzione orchestrale del cretese Myron Michaidilis.
In generale c´è da dire che l´allestimento studiato 12 anni fa dal regista Pier Francesco Maestrini e riproposto da Alain Lepore, vira forse troppo sul cupo e lugubre (la presenza dei teschi in più scene è ridondante) anche se quei carmini, amaranto e bordeaux dei costumi femminili ben si sposano con la tragedia imminente e col clima di falsa allegria nel ballo finale, ospitato non nel palazzo del conte - come da libretto - ma nel Ford´s Theatre di Washington dove avvenne l´attentato al presidente Abramo Lincoln. Anche questa scena però si presenta povera di movimento, con appena tre coppie che danzano e il coro costretto quasi all´ìmmobilismo.
Ma la musica di Giuseppe Verdi ha una tale potenza e ricchezza di melodie da riuscire a rendere marginali le carenze di regia e scenografia, e il senso di riciclo nei costumi, non sempre coerenti con l´epoca.
(Giampiero Marras)

L'opera

Un ballo in maschera

Non faceva tappa a Sassari dal 1987: torna quindi dopo quasi trent'anni Un ballo in maschera, melodramma di Giuseppe Verdi, in una regia rivista da Pier Francesco Maestrini che traspone la...

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