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Il Barbiere, in musica e parole

conertoquartettoSembrava impossibile fare megliodella presentazione di Turandot,quando, un mese fa, in duecento avevano affollato la Sala Sassu per conoscereogni segreto dell’incompiuta di Puccini. Il record di presenze è stato invecestracciato stamane, con oltre trecento spettatori che hanno letteralmente presod’assalto la sala concerti del Conservatorio di Sassari - rendendo necessariaanche l’apertura della galleria - per l’incontro sul Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. La prossima produzione incalendario nella Stagione lirica 2017, curata dall’Ente Concerti “Marialisa deCarolis”, andrà in scena venerdì 17 e domenica 19 novembre nell’allestimentodel Teatro “Verdi” di Trieste. Il regista sarà Giulio Ciabatti; il direttored’orchestra, al debutto assoluto in questa veste, sarà invece Giulio Plotino,violinista di eccelsa tecnica e, quest’anno, ‘spalla’ dell’Orchestra del DeCarolis. Un evento nell’evento, questo, che l’artista genovese ha volutosottolineare con un omaggio all’Ottocento musicale italiano, offrendo dal vivo– prima della presentazione vera e propria – due momenti musicali: il primomovimento del Quartetto in Mi minoredi Giuseppe Verdi, affiancato da Alessio Manca (violino), Beatrice Aramu(viola) e Francesco Abis (violoncello) e successivamente un pezzo di bravurapaganiniana per violino solo, con l’Introduzione e Variazioni sul tema Nel cor più non mi sento, tratto dalla Molinara di Giovanni Paisiello. Il pubblico– tra cui tantissimi studenti del Liceo musicale e coreutico “Azuni” di Sassari– ha tributato all’artista un’ovazione degna dei più grandi.Giulio Plotino ha poi parlatodella sua prima esperienza da direttore: &lquote;L’emozione più grande consiste nel plasmarela diversità degli strumenti e dei musicisti, amalgamarla e creare un’emozionecomune&rquote;, ha detto, durante la tavola rotonda. La storia, gli aneddoti e lacomplessità apparentemente semplice del Barbieresono stati invece raccontati dalla musicologa Paola Cossu, partendo dallaincerta tempistica che la tradizione – o la leggenda – legano alla composizionedel capolavoro, oltre che alla sua controversa evoluzione, tra le varieedizioni nella storia. È stato poi il regista Giulio Ciabatti a raccontare lasua idea: &lquote;Il mio Barbiere di Sivigliasi ispira a costumi e immagini del teatro viaggiante, di quelle compagnie diattori che, come se si trovassero quasi casualmente in un teatro, decidono dimettere in scena un’opera”. Anche per questo, ai lati delle scene, è statoriprodotto il Teatro Olimpico di Vicenza, uno dei più antichi d’Italia. Ilpensiero conclusivo, sul giovane pubblico che ha affollato la Sala Sassu, èstato poi affidato allo stesso Ciabatti: “Questa è la cultura di cui il teatroha bisogno – ha detto –: voi siete la terra, noi cerchiamo di piantare un semenel vostro futuro con la speranza che germogli nel pubblico di domani&rquote;.Il Barbiere di Siviglia proposto a Sassari conta su un cast giovane ma già di esperienza; Figaro sarà ilbaritono armeno Gurgen Baveyan, che arriverà a Sassari dopo aver debuttato nelruolo al Teatro delle Muse di Ancona. Rosina sarà interpretata da CeciliaMolinari mentre il Conte di Almaviva verrà impersonato da Enrico Iviglia, cheal Comunale fu Dorvil nella Scala di setadel 2014. Un Bartolo di sicura affidabilità verrà impersonato da FabioPreviati, così come il Basilio di Giorgio Giuseppini. Berta sarà il giovane sopranoMarta Mari, scelta tramite audizione nello scorso marzo e fresca vincitrice delpremio “Giusy Devinu”; completano il cast i sardi Nicola Fenu (Fiorello) eFabrizio Mangatia (Un ufficiale). Le parti corali saranno affidate alla Corale“Canepa” istruita da Luca Sirigu; maestro al cembalo Federico Brunello.I costumi sono diFilippo Guggia, le scene di Aurelio Barbato, il disegno luci di Tony Grandi.Il melodrammabuffo più famoso di Rossini era stato rappresentato a Sassari per l’ultimavolta nel 2010.

L'opera

Il barbiere di Siviglia

A sette anni dall'ultima volta torna a Sassari Il barbiere di Siviglia, titolo convenzionale e più noto con il quale si identifica il celebre melodramma buffo di Gioachino Rossini su...

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