Rassegna stampa

Suor Angelica ai tempi del Covid

La Nuova Sardegna

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Ha destato un'agghiacciante impressione la tradizionale passerella finale degli artisti alla fine di "Suor Angelica", terzo titolo della stagione lirica che il De Carolis ha comunque voluto garantire nonostante le sempre più stringenti restrizioni anti pandemia. Dopo i precedenti provvedimenti governativi, che avevano già limitato l'ingresso del pubblico nei teatri a sole duecento unità, questa volta il pubblico proprio non c'era, e la produzione è stata fruita (gratuitamente) solo in streaming: e così il momento dei ringraziamenti da parte degli interpreti, normalmente accompagnato dal calore degli applausi, si è svolto in un clima surreale, dominato da un assordante silenzio.Lo spettacolo - riprendendo un'idea già collaudata con "Il tabarro" - ha preso l'avvio con un breve preludio, ossia con l'esecuzione di una raffinata Ave Maria scritta per l'occasione dal compositore Stefano Garau, direttore artistico del De Carolis, pienamente in linea con il tema religioso della produzione, interpretata con grande sensibilità dal soprano Elisabetta Scano. La produzione di questa Suor Angelica si basa su un allestimento il cui progetto scenico, incentrato su un imponente e spoglio colonnato, è firmato da Maddalena Moretti e i costumi da Filippo Guggia: elementi che nella loro pulizia formale e assoluta semplicità già raccontano l'ambientazione - anche interiore - di questo dramma, che presenta non trascurabili punti di contatto con l'episodio manzoniano - tratto dai "Promessi sposi" - della Monaca di Monza. La regia di Giulio Ciabatti interpreta perfettamente quelli che sono i motivi dominanti dell'opera: la pace della vita claustrale che progressivamente volge all'epilogo drammatico, il dolore, la sua incomunicabilità, il tema della morte, lontano certamente dall'idea di redenzione, che viene declinato comunque come messaggio di serenità. Sul podio dell'Orchestra del De Carolis Aldo Sisillo guida la sempre solida compagine costruendo un apprezzabile tessuto narrativo e - per ciò che la qualità dello streaming lascia intuire - valorizzando le raffinatezze timbriche e dinamiche di cui la partitura è ricchissima, immersa com'è in clima dal sapore quasi cameristico.Nel cast risultano adeguate ai rispettivi ruoli sia la protagonista Maria Teresa Leva, che restituisce una Suor Angelica toccante, efficace nel "canto di conversazione", e ancora di più - nei panni dell'implacabile Zia Principessa - Anna Maria Chiuri, la quale vanta una importante esperienza in questo ruolo che interpreta con grande autorevolezza. Tra il folto gruppo delle sorelle comprimarie segnaliamo la buona prova di Elena Schirru (l'ex-pastorella Suor Genovieffa), Giovanna Lanza (Badessa) e Sara Rocchi (Suora zelatrice), accompagnate da Lara Rotili, Chiara Tosi, Laura Delogu, Vittoria Lai, Rita Cugusi, Laura Scanu, Elena Pinna, Margherita Massidda e Cristina Raiano.
Antonio Ligios

L'opera

Suor Angelica

La seconda - e più amata dall'autore - delle tre opere del "Trittico" (1918) è Suor Angelica: una donna che da sette anni vive chiusa in un convento a causa di un amore clandestino,...

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