Successo per le musiche di Poulenc e Berlioz

20 NOVEMBRE 13 / Alguer.it

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Piacciono le musiche dell´Otto e Novecento di Poulenc e Berlioz. Al Comunale di Sassari applausi per direttore, soprano e orchestra dell´Ente

SASSARI – Applausi, al Teatro Comunale di Sassari, per il secondo concerto sinfonico organizzato dall´Ente concerti ´Marialisa de Carolis´. Ieri sera a incantare il pubblico in platea sono state le musiche di due grandi compositori dell´Otto e Novecento: Francis Poulenc e Hector Berlioz. Le musiche sono state eseguite dall´orchestra dell´Ente ben diretta dal giovane direttore australiano Benjamin Bayl, grande conoscitore del repertorio barocco e moderno. Molto apprezzata anche il soprano irlandese Majella Cullagh, specialista di Belcanto, che ha ben interpretato, prima, il monologo lirico per soprano tratto da La Dame de Monte-Carlo di Poulenc quindi, nella seconda parte, i recitativi e le arie tratte dall´Herminie di Berlioz.

Con questo appuntamento l´Ente concerti ha voluto celebrare i cinquant´anni dalla morte del compositore e pianista francese Francis Poulenc (Parigi, 7 gennaio 1899 – Parigi, 30 gennaio 1963) di cui l´Ente, in differenti stagioni, ha già proposto le opere La voix humaine e Les Mamelles de Tiresias. L´appuntamento si è aperto con l´intervento del vicepresidente dell´Ente, Antonello Mattone, che ha voluto ricordare, con un minuto di silenzio, le vittime dell´immane sciagura che ha colpito la nostra isola, provocando la morte di 16 persone.

La prima parte del programma è stata dedicata alle musiche di Francis Poulenc e ad aprire il concerto è stata la Suite Française d´après Claude Gervaise, FP 80 (Bransle de Bourgogne, Pavane, Petite marche militaire, Complainte, Bransle de Champagne, Sicilienne, Carillon). Si tratta di una breve composizione basata sulla trascrizione e rielaborazione di sei delle danze rinascimentali del compositore francese Claude Gervaise, raccolte nel suo ´Livre des Danceries´ (1545), che ne costituiscono sei dei sette movimenti. A questi infatti va aggiunto il Complainte, l´unico scritto interamente da Poulenc, ma che imita perfettamente lo stile rinascimentale.

La Suite, dedicata a Edouard Bourdet (drammaturgo e giornalista francese, nonché amministratore della Comédie-Française), fu pensata inizialmente da Poulenc – spiega Marco Mauceri nelle note del libretto di sala – per pianoforte solo (e così pubblicata), ma in vista della destinazione teatrale venne riformulata per orchestra da camera (1948), e ancora arrangiata per violoncello e pianoforte (nel 1953 per Pierre Fournier). Quindi è stata la volta de La Dame de Monte-Carlo, un monologo su testo di Jean Cocteau: una donna – spiega ancora Mauceri – sull´orlo di una crisi, non più giovane e dunque non più amata, a cui non resta forse che annegarsi nelle acque di Monte-Carlo. Dal testo emergono tristezza, orgoglio, lirismo, violenza e sarcasmo, sentimenti a cui la musica nitida e chiara si presta con passione, fino all´effetto finale delle secche dissonanze.

Ha chiuso la Sinfonietta (Allegro con fuoco, Molto vivace, Andante cantabile, Très vite et très gai). Non sono molte le pagine puramente sinfoniche di Poulenc, e la Sinfonietta dunque ne è un raro esempio. Strutturata in quattro movimenti – per Marco Mauceri – è il tipico esempio della scrittura strumentale di Poulenc, nitida e ´leggera´, assolutamente tonale, capace di creare un avvincente gioco tra le varie sezioni, con il risultato di una conquistata perfezione che potrebbe sembrare banale, eppure è geniale, tanto da renderla estremamente godibile.

La seconda parte del concerto è stata dedicata interamente alle musiche di Hector Berlioz. Ad aprire è stata l´ouverture di Béatrice et Bénédict: ultima fatica di Berlioz per il teatro musicale, è un´opéra-comique (con i dialoghi parlati al posto dei recitativi) il cui libretto, scritto dallo stesso compositore, è basato sulla shakespeariana Molto rumore per nulla, primo tentativo di trasposizione operistica del testo, che narra della passione amorosa dei due giovani.

A seguire l´Herminie, scena lirica per soprano e orchestra, il recitativo ´Quel trouble te porsuit, malhereuse´, l´aria ´Ah! Si de la tendresse´, il recitativo ´Qui dis-je´, l´aria ´Arrête! Arrête! Cher Tancrède´ e, infine, l´aria ´Venez! Venez! Terribles armes!´. Il testo della scena lirica Herminie – ci ricorda Marco Mauceri – è di Pierre-Ange Vielliard de Boismartin, che aveva anche scritto quello de La mort de Cléopàtre. Tratto dalla Gerusalemme Liberata di Tasso, è il racconto di Erminia, principessa di Antiochia, unica protagonista del drammatico monologo, che narra della sua contrastata passione per Tancredi.

Strutturata nella successione di tre aie precedute da altrettanti recitativi, Herminie si apre con un lungo pedale di tonica, un segno distintivo se rapportato al fatto che la linea vocale delle arie si avvia sulla dominante. Particolarmente efficaci anche i recitativi, nei quali Berlioz adotta scarti ritmici e improvvise increspature della linea vocale per conferire drammaticità e vivacità alla scena. Il prossimo appuntamento dell´Ente Concerti è per il 6 e 8 dicembre con La traviata di Giuseppe Verdi, quindi chiuderà la stagione l´ultimo concerto sinfonico con le musiche di Wagner e Dvorák, in programma il 10 dicembre.

L'opera

Concerto sinfonico

Concerto sinfonico

Concerto sinfonico con soprano Musiche di Poulenc e Berlioz

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