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Gli accenti nascosti di "Elisabetta Regina d´Inghilterra"

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Sarà una vera scoperta ´Elisabetta Regina d´Inghilterra´, l´opera di Gioachino Rossini (su libretto di Giovanni Schmidt) che venerdì aprirà la Stagione Lirica 2015 dell´Ente Concerti ´Marialisa de Carolis´ di Sassari. Un primo incontro assoluto per Sassari e la Sardegna, in cui le sue note non sono mai state eseguite, c´è stato ieri nella Sala Concerti del Teatro Comunale, nella prima Tavola rotonda della Stagione, appuntamento ormai tradizionale che precede ogni recita. Il musicologo Bruno Cagli, forse il più grande conoscitore contemporaneo di Rossini, ha annunciato la bellezza di un´opera che ha compiuto pochi giorni fa due secoli, rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 4 ottobre 1815. Nonostante fosse poco più che ventenne al tempo della composizione, ha spiegato Cagli, Rossini in Elisabetta riuscì già a inserire quegli ´accenti nascosti´ degni della sua grandezza.
Sarà quindi un´occasione storica assistere alla Elisabetta sassarese, come sottolineato nell´incontro di ieri dal suo regista Marco Spada: non solo per il debutto assoluto nell´isola ma, ha anticipato, anche perché rivisitata sulla base dell´iconografia moderna, quella dei sovrani contemporanei tormentati – proprio come l´Elisabetta rossiniana –, tra il regno e l´amore, tra la ragion di Stato e la passione. Rivive quindi innervata di innovazioni drammaturgiche l´opera che duecento anni fa fece di Rossini un eroe di Napoli, acclamato al San Carlo – allora il più prestigioso teatro di un´Italia che, come ha spiegato Bruno Cagli, era politicamente ancora divisa, ma già unita dalla musica. E Rossini ne fu alfiere: giunto nel regno dei Borbone dopo i trionfi della Scala a Milano e del San Moisè a Venezia, trovò la sua consacrazione a Napoli, a dispetto della sua giovane età e di una generale diffidenza che lo accompagnava. Forse fu anche per questo, per sostenere la sua opera (in un periodo, inoltre, particolarmente prolifico), che l´autore decise di ricorrere ad alcuni cosiddetti ´autoimprestiti´, riproponendo cioè alcune parti già utilizzate in passato: il più evidente, come il pubblico sassarese coglierà fin da subito, è l´ouverture. Nota come la sinfonia del Barbiere di Siviglia, si tratta in realtà del componimento che apriva Aureliano in Palmira del 1813 e che poi Rossini utilizzò anche per Elisabetta. Altre scelte più sottili che i melomani riconosceranno nel corso dell´opera non devono, però, indurre l´ascoltatore a credere che si trattasse di un ´escamotage´ fine a se stesso: in realtà la musica di Rossini riesce ad adattarsi alle situazioni drammaturgiche più diverse proprio per la sua grandezza.
Un´opera, dunque, alla quale accostarsi ´con curiosità e rispetto´, come ha detto il giovane Federico Ferri, al debutto in una direzione rossiniana, che guiderà l´orchestra dell´Ente Concerti in un percorso musicale intenso e affatto semplice e restituirà a nuova gloria una Regina ingiustamente relegata ai margini della storia della musica.
In serata Elisabetta Regina d´Inghilterra è stata proposta con successo nella tradizionale anteprima del mercoledì al Comunale davanti a trecento studenti che hanno partecipato al progetto ´A scuola in teatro´, promosso dall´Ente Concerti per favorire l´ascolto della musica nelle giovani generazioni.

L'opera

Elisabetta Regina d´Inghilterra

Si apre con una prima assoluta in Sardegna la Stagione lirica 2015: Elisabetta regina d'Inghilterra, di Gioachino Rossini che la scrisse giovanissimo per il suo debutto napoletano. Un'opera...

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