Rassegna stampa

Elisabetta Regina d´Inghilterra

I teatri dell´est

Facebook Twitter Posta elettronica WhatsApp Telegram
di Andrea Merli

La stagione 2015 dell´Ente Concerti ´Marialisa de Carolis´ si è aperta al Teatro Comunale di Sassari il 9 ottobre scorso con un ambizioso titolo rossiniano: Elisabetta, regina d´Inghilterra. E´ andata bene, nonostante Giove Pluvio ce l´abbia messa tutta per allontanare dalla grande sala il pubblico che, pur non affollandolo completamente, è comunque accorso decretando un franco successo.
L´opera riappare assai sporadicamente e, solitamente, è motivata dalla presenza di una Diva del Belcanto. Oggi come oggi si fatica ad identificarne una del livello delle passate Leyla Gencer, Elisabetta ad Edimburgo nel 1972, o anche delle più vicine a noi Cuberli, a Torino nel 1985 ed Antonacci, a Napoli nel 1991. La prescelta Silvia Della Benetta, pur non entrando nel novero del famigerato Star System, da anni si sta costruendo una solida carriera, passando negli ultimi tempi a ruoli vieppiù spinti: da quello di Abigaille in Nabucco a Gulnara de Il Corsaro, per rimanere in campo verdiano. E quindi avrebbe le carte in regola per affrontare un ruolo che richiede, tra l´altro, una tenuta di grande respiro poiché, non è solo protagonista sulla carta, bensì ha da cantare a lungo ed in un crescendo di difficoltà. Ha ottemperato con salda professionalità il pesante compito, immedesimandosi pure con convinzione nell´ottica di una regia, firmata dallo stesso direttore artistico Marco Spada, che sposta l´azione negli anni Settanta dello scorso secolo, e l´identifica con la omonima, ma seconda, Elisabetta tutt´ora felicemente regnante.

Un´icona di un´ Inghilterra, qui volutamente proposta in formato cartolina, con i punk d´obbligo quanto le guardie di Buckingham Palace, gli inconfondibili Coldstream in giubba rossa e con in testa l´alto colbacco nero di pelo d´orso bruno, con i gentlemen della City in bombetta e le dame di corte in gara con la Regina per l´originalità dei cappellini: scene di Mauro Tinti, costumi di Maria Filippi e Luci di Fabio Rossi.
Il perfido e traditore Norfolc richiederebbe pure un tenore fuori classe. A David Alegret, identificabile nel killer seriale Frenzy, rossiccio e con vistosi basettoni, dell´omonimo film di Hitckock, non riesce l´impresa di strangolare la regina con la cravatta, ma più felicemente quella vocale. Assolutamente in parte il tenore Alessandro Liberatore, Leicester, che usa opportunamente suoni misti per sforare in acuto e così pure il delizioso soprano granadino Sandra Pastrana, sua consorte per davvero nella vita, nei panni della scozzese e sventurata Matilde, figlia dell´aborrita rivale di Elisabetta, Maria Stuarda. Bene nei ruoli di fianco l´Enrico in travesti del mezzosoprano Olyseya Berman Chuprinova ed il puntuale Guglielmo del tenore di Gandia, Néstor Losàn.

Discreto il coro dell´Ente diretto da Antonio Costa, sotto tono piuttosto la pur valida orchestra, che paga il debutto assoluto nell´opera – e non solo in questa di Rossini – di Federico Ferri. Ci sarebbe voluto più mordente e meno pesantezza, ma hanno giocato in suo sfavore le poche prove che, forse, sarebbero bastate ad un buon mestierante. Col tempo si farà: c´è da augurarglielo ed augurarselo.

L'opera

Elisabetta Regina d´Inghilterra

Si apre con una prima assoluta in Sardegna la Stagione lirica 2015: Elisabetta regina d'Inghilterra, di Gioachino Rossini che la scrisse giovanissimo per il suo debutto napoletano. Un'opera...

Articoli