Rassegna stampa

Don Giovanni che sedusse e ingannò perfino la morte

L´Unione Sarda

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L´impenitente libertino seduce e inganna persino la Morte, ma la sua è una fuga solo apparentemente vittoriosa. L´immortalità è una prigione temporale. Don Giovanni continua a rimbalzare dal passato al presente e di nuovo al passato. Luci e immagini d´ impatto (Alessandro Arcangeli e Pedro Chamizo) proiettate sul porticato che gira come lancette sul palco trasformato in quadrante di orologio.
È il circolo vizioso (in tutti i sensi) di un seduttore guidato solo dalla ricerca del piacere carnale. &lquote;Chi a una sola è fedel, a tutte l´altre è crudel&rquote;.
Tante trovate, tanto movimento in scena pari alla partitura vivace scritta da Mozart e interpretata con sicurezza dall´ orchestra dell´Ente de Carolis diretta dall´ottimo Gaetano d´ Espinosa. Magari il "Don Giovanni" del regista spagnolo Paco Azorìn avrà fatto storcere il naso a qualche purista del Teatro Comunale di Sassari, ma è coerente e appropriato al gusto visivo attuale, abituato alla velocità e persino alla ridondanza delle immagini. Ecco perché gli applausi sono stati sinceri, calorosi e persino fragorosi per qualche protagonista.
Alessandro Luongo esprime bene fisicamente e vocalmente l´erotismo insinuante e arrogante del Don Juan: trench nero senza cintura, aperto su camicia e gilé di due toni di rosso fiammante. Gli fa da contraltare Roberto Accurso, un Leporello man mano più efficace: oscilla tra disgusto e attrazione per il padrone, con divertente mimica facciale e gestuale quando si finge Don Giovanni. Timbro limpido per il Don Ottavio un po´ rigido di Blagoj Nacoski, mentre Daniele Caputo tratteggia un Masetto buffo e sempliciotto. Tra le interpreti femminili ha spessore vocale e interpretativo la Donna Anna di Gilda Fiume. Perfettamente in parte la Zerlina di una frizzante Vittoria Lai. Discreta ma un po´ monocorde la Donna Elvira di Elisabetta Farris. Buona la prova della corale Canepa diretto da Luca Sirigu.
Nel finale il tocco del Convitato di Pietra (il Commendatore da lui ucciso, bella profondità di Abramo Rosalen) riporta l´ orologio digitale dal 2015 al 1612: l´inferno inghiotte Don Giovanni. Ma il seduttore scappa: sveste i contemporanei abiti del bel tenebroso cinematografico, riappare con indosso l´ impolverato costume seicentesco. Condannato a rivivere in eterno la sua spasmodica ricerca del piacere.
(Giampiero Marras)

L'opera

Don Giovanni

Mancava da vent'anni esatti e torna a Sassari con un nuovo allestimento, Don Giovanni di Mozart. Un capolavoro, il 'dramma giocoso' detto anche Il dissoluto punito, che nella storia...

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