Rassegna stampa

Macbeth piace ma non conquista Sassari

L´Unione Sarda

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Lirica. Apertura di stagione al Verdi con una notevole Paoletta Marrocu e qualche felice intuizione

Pien di misfatti è il calle della potenza canta cupa Lady Macbeth. Paoletta Marrocu dilata e arricchisce, con la sua presenza e la sua vocalità, la scarna scena dell´opera allestita dal Circuito Lirico Lombardo in coproduzione coi teatri di Trento e Pisa.
È da quel momento che la tragedia del Macbeth prende colore e quota, dopo un avvio un po´ diafano, come i veli del palco sassarese, con la musica che copre il sommesso coro femminile. L´opera poi non ha un vero e proprio decollo, prosegue però su binari ora dignitosi, ora buoni. Manca la vera ovazione nel folto pubblico del Teatro Verdi, ma gli applausi sono tanti e raramente di circostanza per la prima che ha aperto la sessantaseiesima stagione lirica sassarese organizzata dall´Ente concerti Marialisa Decarolis.
Premessa: non è semplice restituire sulla scena l´intensità del dramma shakespeariano e la varietà di registri stilistici imposta da Giuseppe Verdi, che scrisse il melodramma da giovane (1847) e lo riprese per l´Opéra di Parigi nel 1865. Vi riesce bene l´orchestra dell´ente sassarese, diretta dall´ungherese Balàzs Kocsar con precisione anche se ancora con poca raffinatezza.
La regia di Andrea De Rosa, ripresa da Andrea De Cigni, lavora per fare emergere il dramma interiore della coppia. Ci sono delle intuizioni: le streghe interpretate da ragazzine sono più inquietanti e moderne, soprattutto quando strisciano nel letto dove dorme Macbeth; il fantoccio del re gigante che simboleggia il futuro; il soffitto basso e opprimente alla festa. Altre scene però sembrano tirate via in tutta fretta, come l´omicidio di Banco e la fuga del figlio.
Nel cast spicca la differenza tra l´esperta Paoletta Marrocu e gli altri. Del resto, il personaggio di Lady Macbeth è il più ricco della vicenda. Qualcuno ha storto il naso per gli acuti, ma anche gli ipercritici non possono non ammirare la grande espressività teatrale e vocale della soprano cagliaritana. Lady Macbeth non deve solo dispiegare la potenza, ma è spesso chiamata dalla scrittura verdiana al sottovoce, alla mezza voce, agli sbalzi isterici di una donna dapprima spavalda nello spingere il marito ad affrontare senza tentennamenti il sanguinoso sentiero predetto dalle streghe che porta al trono di Scozia (&lquote;Immoto sarai tu nel tuo disegno?&rquote;) poi lacerata anch´ella dal rimorso. Che la porta alla morte.
Si nota la giovane età del baritono Luca Grassi, più sicuro nel bel timbro che nelle sfumature, ma il quarto atto è in crescendo. Tra gli altri convince il tenore Alessandro Liberatore nei suoi toni limpidi da eroe che alfin uccide il tiranno. Ferma il soprano Paola Spissu nella ristretta parte della Dama. Pronta la risposta del coro della Canepa, sollecitato a lungo come è nella caratteristica delle opere del Cigno di Busseto.

(Giampiero Marras)

L'opera

Macbeth

Torna dopo 25 anni a Sassari Macbeth, di Giuseppe Verdi. Il dramma - riassunto dell'intenso lavoro shakespeariano - racconta della violenta ascesa al trono di Scozia di Macbeth, spinto dalla...

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