Rassegna stampa

Aida, ecco il vero Verdi

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L´Aida come la volle Verdi nel 1871 e come piace al pubblico. E come l´ha ricostruita un gigante della regia teatrale come Franco Zeffirelli. Tutte note che da sole valevano il prezzo del biglietto, da acquistare ad occhi chiusi. Lo spettacolo di venerdì sera al Teatro Comunale di Cappuccini (in replica questo pomeriggio alle 16,30) ha detto anche che le voci sono risultate azzeccate, come è stata convincente la direzione dell´Orchestra dell´Ente Concerti da parte di Sergio Alapont, un veterano ormai per Sassari (al Teatro Verdi aveva diretto la ´Norma´ ed un infelice, ma non per colpa sua, ´Barbiere di Siviglia´, tenendo poi a battesimo con ´Roméo et Juliette´ il nuovo Teatro di Cappuccini), ottimo anche il balletto del II atto. Basta insomma per dire che è stato un successo? Il sì è scontato e anche doveroso.

Al Comunale ecco allora l´allestimento concepito da Zeffirelli per il minuscolo teatro di Busseto. Con qualche differenza, sicuramente positiva: nel comune in cui nacque Giuseppe Verdi l´Aida in versione ´piccola´ fu rappresentata nel 2001, con alcuni tagli. Fu per esempio sacrificato per motivi di spazio il balletto del II Atto, ripristinato invece a Sassari, per la gioia del pubblico. Un´Aida ´piccola´ nella scenografia, ma grande nello spettacolo e nelle emozioni. Musica lirica forse di altri tempi: oggi si punta a scioccare il pubblico (e fare arrabbiare gli appassionati), più che a rispettare gli autori dell´opera. Con una curiosa accelerazione sul piano registico e scenografico. Vanno di moda le attualizzazioni (e parecchie sono fatte a vanvera, senza cura neanche delle elementari nozioni temporali) e gli allestimenti stravaganti, mentre vengono rispettate con rigore le partiture e le indicazioni dei compositori. Con effetti in parecchi casi curiosi o decisamente ridicoli, con musiche in netto contrasto con quanto si vede. Per l´Aida sassarese i due piani si sono invece affiancati: rispetto della partitura e, finalmente, dell´allestimento.

Aida2 Ci ha pensato Zeffirelli a ricordare agli spettatori quanto è bella la lirica diretta da registi che si intendono di teatro. E anche di soluzioni registiche classiche. Come la luce che lentamente si spegne al termine di ogni scena dell´Aida, a sipario ancora aperto; o il ribaltamento della visuale che risolve il problema del corteo nella Marcia triofale. Poi le belle scenografie, concepite sempre dal maestro fiorentino, ricche di colori e perfettamente aderenti all´opera (il Nilo, le piramidi, le raffigurazioni sulle pareti, le divinità e i simboli egizi). E che l´allestimento sia ancora apprezzato a distanza di 15 anni dal debutto dimostra la felice scelta di Zeffirelli, ripresa da Stefano Trespidi (con scene dello stesso Zeffirelli e disegno luci di Lorenzo Caproli). Oltre venti teatri hanno finora potuto garantire al proprio pubblico uno spettacolo come Aida, di norma legato alle grandiose versioni rappresentate a Caracalla o all´Arena di Verona.

A Sassari il capolavoro di Giuseppe Verdi mancava da ben 37 anni. Un´attesa ripagata con un´ottima versione, che nelle due rappresentazioni al Teatro comunale ha registrato il tutto esaurito (in particolare nella replica di domenica pomeriggio). Bene anche le voci. Il soprano drammatico rumeno Cellia Costea ha interpretato un´Aida tragica, divisa tra l´appartenenza alla patria sconfitta e l´amore per l´eroe, il condottiero Radamès, a cui ha dato vigore il tenore Dario Di Vietri: splendida emissione la sua, molto potente (sovrastava con facilità le altre) e sicura. Bene anche il mezzosoprano Silvia Beltrami, nel ruolo di Amneris, figlia del sovrano dell´Egitto e anche lei dominata dall´amore per Radamès. Convincenti e puntali gli altri interpreti: il bravo basso Abramo Rosalen era il sommo sacerdote Ramfis, il baritono Ivan Inverardi il re etiope Amonasro, padre di Aida, Victor Garcia Sierra il Re egiziano (all´inizio un po´ troppo rigido). Infine il tenore Nèstor Losàn (il Messaggero) e il soprano Sara Rossini (la Sacerdotessa). Applausi anche per il Coro dell´Ente concerti ´Marialisa de Carolis´ guidato, con la consueta padronanza, dall´ottimo Antonio Costa.

Spettacolo nello spettacolo l´esibizione, nel II Atto, subito dopo la fantasmagorica Marcia Trionfale (con qualche incertezza in un paio di passaggi), dei ballerini Josè Perez e Melania Chionna, guidati nelle coreografie da Claudio Ronda.

La Stagione lirica 2015 dell´Ente Concerti Marialisa De Carolis saluterà il pubblico con il concerto sinfonico, sabato 5 e domenica 6 dicembre: in programma ci sarà la Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven.

L'opera

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