Rassegna stampa

Stagione lirica al via con un ´Flauto magico´ godibile e ricercato

La Nuova Sardegna

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Si è inaugurata al Comunale con un discreto successo la stagione lirica del De Carolis, che quest´anno ha sancito il ritorno – con il ruolo di spettacolo inaugurale – del ´Flauto magico´ di Mozart, assente dalle scene sassaresi da ben sedici anni. Non si trattava di una nuova produzione, bensì di un allestimento del 2010 proveniente dall´Opéra Royal de Wallonie (Liegi), lo stesso che ha segnato l´ingresso nel mondo della lirica del tandem di registi formato da Julien Lubek e Cécile Roussat, cui si deve questa originale chiave di lettura. Com´è noto ´Il flauto magico´ è opera che si presta ad una pluralità di piani di lettura, insiti in quel sublime equilibrio tra i diversi registri espressivi che caratterizzano la fiaba di Schikaneder, quello comico-popolare e quello solenne e sacrale, con tutto ciò che ne consegue sul piano delle implicazioni musicali e non (vedi i richiami al mondo ideale della Massoneria), e che contribuiscono a creare quella trama di relazioni profonde che è tipica dei grandi capolavori. La lettura di Lubek e Roussat si fonda sulla trasposizione in una dimensione onirica del percorso di vita di Tamino, il che trasforma tutto il ´Flauto´in un racconto nel quale i toni fiabeschi tendono a prevalere grazie ad una ambientazione della vicenda in un mondo autenticamente magico e ricco di poesia, imprevedibile e disseminato di invenzioni che a volte richiamano i codici visivi dei cartoni animati: il tutto ben collocato nell´ingegnoso impianto scenico di Elodie Monet. Costumi fantasiosi e lussureggianti (firmati da Sylvie Skinazi), oggetti che si animano nello stile di ´Alice nel paese delle meraviglie´, libri giganti in movimento che ovviamente simboleggiano il mondo della conoscenza, numerose altre trovate ed effetti speciali che si alternano alle evoluzioni di una formidabile squadra di acrobati e giocolieri, e tanto altro ancora. Tutto visivamente godibilissimo e coerente con la chiave di lettura prescelta, ma alla fine tanta barocca sovrabbondanza confonde la percezione dell´opera, soffocando la partitura che rischia di passare così in secondo piano. A volte l´attenzione è infatti letteralmente sequestrata da uno di questi elementi che riducono la musica e il canto al ruolo di semplice sottofondo, come ad esempio nei casi in cui un funambolo attraversa la scena su un a corda tesa o un altro acrobata si esibisce spericolatamente alla pertica. La direzione di Thomas Roesner è spigliata e incline ad approfondire il solco che divide la leggerezza delle situazioni comiche dal peso di quelle in cui prevale la pomposità cerimoniale, ma non per questo esente da qualche scollamento ritmico con il palcoscenico e da qualche imprecisione. La compagnia di canto non presenta voci e interpretazioni tali da meritare menzioni negli annali del Comunale, però ha il pregio di essere omogenea e di non evidenziare vistose lacune. Meritano una menzione il Papageno di Riccardo Novaro e il Tamino di Merto Sungu, ma si disimpegnano molto bene anche Barbara Bargnesi (Pamina) e Vittoria Lai (Papagena). Il Sarastro di Manfred Hemm palesa invece una solennità a tratti ingessata e monocorde, mentre Ekaterina Lekhina non convince del tutto nelle due arie della Regina della notte, vocalmente tutt´altro che impeccabili. Completano degnamente la compagnia Silvia Arnone, Francesca Pierpaoli e Luciana Pansa (Tre dame), Nicola Fenu e Francesco Congiu (Sacerdoti), Manuel Piattelli (Monostatos), Victor Garcia Sierra (Sprecher) e Elisabetta Cacciotto, Elisa Brett e Andrea Soliveras (Tre fanciulli). Bene anche la Corale Luigi Canepa istruita da Luca Sirigu e l´affidabile Orchestra dell´Ente concerti.
(Antonio Ligios)

L'opera

Il flauto magico

Una fiaba avvolta dal misticismo: Il flauto magico di Mozart torna a Sassari a 16 anni di distanza dall'ultima rappresentazione, in un allestimento molto apprezzato dal pubblico e altamente...

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