Rassegna stampa

Romantica e soave Giselle

La Nuova Sardegna

di Monica De Murtas

Ottima accoglienza al Teatro Comunale per "Giselle", spettacolo simbolo del balletto classico e romantico che è tornato a Sassari con l'accompagnamento dell'orchestra, un evento sempre più raro nei teatri italiani dove ormai la politica dei tagli ha "abituato" il pubblico alle musiche registrate. Presentato dalla compagnia Dansepartout il balletto è stato accompagnato da numerosi applausi a scena aperta ai giovani danzatori che si sono destreggiati con freschezza nel capolavoro di Adolphe Adam realizzato su libretto di Théophile Gautier. La lettura del coreografo Luc Bouy, affiancato dal maestro di ballo Gaetano Petrosino opta per una scelta che elimina tutte le parti mimiche della versione originale e in poco più di un'ora di spettacolo senza break sintetizza i due atti canonici. La vicenda che dal 1841, anno del suo debutto, affascina il pubblico narra della giovane contadina Giselle, che si innamora di un principe presentatosi sotto mentite spoglie. L'amore infelice tra i due porterà alla morte della giovane, che rinascerà per una notte grazie agli spiriti delle Villi, per poi ritrovare finalmente pace. Una foto proiettata sullo sfondo ambienta la prima scena nella sala da ballo dell'Opéra National de Paris, dove il balletto fu presentato la prima volta, altre proiezioni si avvicendano poi nei vari quadri: la festa in campagna, il cimitero, l'alba. Questa scelta scenografica, piuttosto essenziale, appiattisce la narrazione anche perché si realizza senza il supporto di un'efficace disegno luci o di altri effetti scenici pensati per creare un impatto visivo e caratterizzare i due diversi "mondi" (realtà-sogno, vita- morte) in cui è ambientata la storia. Il ruolo di Giselle rappresenta per una danzatrice classica una delle sfide più grandi del repertorio del balletto. Giselle si trasforma da innocente contadina, ingannata dall'amore, in uno spirito misericordioso. L'interprete deve saper danzare con stile pacato nel primo atto, gestire il registro del suicidio, per interpretare infine nel secondo atto uno spirito etereo che danza senza peso, né corpo.La scelta della compagnia Dansepartout è stata quella di affidare questa duplicità, intrinseca nel ruolo, a due giovani ballerine: Rebecca Testa nel primo atto e Giorgia De Martino nel secondo (l'atto bianco). Le giovani danzatrici sono state entrambe brave nel cercare nella tecnica la soavità e la spiritualità del personaggio ma non sempre capaci di coglierne e trasmettere al pubblico gli aspetti più profondamente drammatici. Buona la prova di Giordano Bozza un giovanissimo Albrecht. che mostra padronanza del corpo e del movimento. Sinuosa e fiabesca Fiorella Donnarumma nel ruolo di Mirtha. Nel segno della tradizione i costumi di Jasha Atelier. Applausi nei passi a due per le leggiadre le coppie di contadini e per il corpo di ballo della compagnia Danspartout che ha dato in generale una buona prova per pulizia del gesto e sincronia dei movimenti. Consensi anche per l'Orchestra dell'Ente Concerti "De Carolis", diretta da Sergio La Stella, impegnata per la prima volta da moltissimi anni in un balletto.

L'opera

Giselle

Giselle, considerato come il simbolo del balletto classico e romantico, nacque da un'idea del romanziere francese Théophile Gautier e musicato, non appena la stesura del libretto fu...

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