Rassegna stampa

Tosca bella e struggente

La Nuova Sardegna

di Antonio Ligios

Bilancio decisamente positivo per la stagione lirica di quest'anno, la prima firmata dalla nuova direzione artistica di Stefano Garau: anche l'ultima opera del cartellone 2017, "Tosca" di Giacomo Puccini, ha fatto registrare infatti un tutto esaurito e un successo pieno, che si aggiunge a quello degli altri titoli e al rinnovato grande interesse dimostrato dal pubblico per gli incontri di presentazione delle opere. Tosca, quinta opera di Puccini, è titolo tra i più rappresentati in assoluto in ogni angolo del mondo. Le ragioni del successo vanno ricercate su molteplici piani: una partitura straordinaria, ricca di un lirismo decisamente persuasivo (pensiamo ai tre pezzi forti dell'opera: "Recondita armonia", "Vissi d'arte", "E lucean le stelle"), una drammaturgia che rasenta la perfezione, e poi quella grande vitalità che - in virtù del loro amore - emanano sulla scena i due protagonisti, Tosca e Cavaradossi, affiancati dall'affascinante figura di Scarpia, vero motore di questo dramma: unico personaggio pucciniano che non solo rappresenta la quintessenza della malvagità, ma che declina il cattivo nella dimensione dell'abbietto. L'allestimento proposto al Comunale proveniva da una produzione di area veneta (Bassano del Grappa Opera Festival, Padova): un impianto scenico che presentava la Roma di Tosca così come ce la aspetteremmo, con i maestosi colonnati, un ambiente architettonico di stampo neoclassico, le atmosfere tetre sottolineate da una scelta di luci dal sapore caravaggesco, impreziosite da una originale resa cromatica complessiva tendente al bianco e nero. Su questo ambiente scenico il regista Giulio Ciabatti ha fatto sobriamente parlare le passioni dei protagonisti, senza eccessi di stampo verista, perché alle tinte forti provvede già egregiamente la musica di Puccini. Ottima la direzione di Guillaume Tourniaire: di grande efficacia drammatica ma allo stesso tempo attentissima al dettaglio, propensa a dispiegare tutta la sinistra violenza fonica di alcune pagine per poi abbandonarsi alla languida sensualità di altre. In definitiva una direzione ricca di inflessioni, di preziosismi agogici, ma che non ha mai perso di vista la tensione narrativa, e che si è potuta avvalere della superba prova dell'Orchestra dell'Ente.Sul palcoscenico emerge nel ruolo di Cavaradossi, Luciano Ganci, tenore che sfoggia una bella vocalità, un fraseggio sempre incisivo e un eccellente controllo del fiato, oltre a un elegante equilibrio tra forza e morbidezza: applauditissimo in "E lucean le stelle". Anche Donata D'Annunzio Lombardi, al debutto nel ruolo di Tosca, ha ben figurato nei panni della protagonista, cui ha conferito lo spessore vocale e la duttilità di fraseggio proprie di un'eroina forte e passionale. Buona anche la prova di Elia Fabbian nei panni di Scarpia, anche se l'aspetto sottile e mellifluo, "aristocratico" del personaggio, quando occorre non riesce a lasciar spazio a quella componente caratterizzata da una morbosa perfidia interiore che Puccini ha così ben tratteggiato. Il cast si completava poi con un Sacrestano affidato all'esperienza e alla classe di Bruno Praticò e al buon apporto di Paolo Battaglia (Angelotti), Cristiano Olivieri (Spoletta), Nicoloa Fenu (Sciarrone), Fabrizio Mangatia (Carceriere) e Giulia Delogu (Pastorello). Impeccabile infine la prova della Corale dell'Ente diretta da Antonio Costa e del Coro di voci bianche della Canepa preparato da Salvatore Rizzu.

L'opera

Tosca

La tragedia della cantante Floria Tosca, del suo amato Mario Cavaradossi e del perfido barone Scarpia, un capolavoro del melodramma italiano, è un classico del teatro di Sassari, dove...

Articoli