Rassegna stampa

Un´apertura multicolore con L´italiana in Algeri

La Nuova Sardegna

di Antonio Ligios
Lo scorso anno era stato Giacomo Puccini - con Tosca e Turandot - a caratterizzare il cartellone della stagione lirica dell'Ente De Carolis. Quest'anno il direttore artistico Stefano Garau ha voluto conferire alla stagione una fisionomia rossiniana, in occasione della ricorrenza del centocinquantesimo anniversario della morte del grande compositore pesarese, del quale è previsto l'allestimento di due lavori: "La cambiale di matrimonio", che andrà in scena il 27 ottobre, e "L'italiana in Algeri", che ha avuto l'onore di aprire con un buon successo, al Teatro Comunale, la stagione 2018. "L'italiana in Algeri" debuttò al Teatro San Benedetto di Venezia nel 1813, e godette sino alla fine dell'Ottocento di una significativa circolazione in tutto il mondo. Oscurata tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX, oggi - soprattutto a seguito delle prime superbe interpretazioni novecentesche come quella della grande Conchita Supervia e poi dell'avvento della Rossini Renaissance - è rientrata nei cartelloni dei maggiori teatri come capolavoro rossiniano assoluto, per il settore comico, accanto al "Barbiere di Siviglia" e "Cenerentola". A Sassari L'Italiana mancava da ben 26 anni. L'allestimento presentato al Comunale costituisce il frutto di una coproduzione effettuata lo scorso anno tra i Teatri di Pisa e di Trieste, nelle cui sedi è stato apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. L'originale regia di Stefano Vizioli è stata ripresa a Sassari da Pierluigi Vanelli, mentre scene e costumi sono rimasti quelli firmati da Ugo Nespolo, uno dei nostri più grandi artisti figurativi. Diciamo subito che proprio allestimento e regia sono i punti di forza di questa produzione, perché interpretano alla perfezione quell'idea della "follia organizzata e completa" acutamente individuata a suo tempo da Stendhal. Quest'idea ha prodotto una lettura del dramma giocoso coloratissima e fiabesca, volutamente astratta, per niente realistica, perché è così che Rossini tratta il fatto di cronaca cui probabilmente si è ispirato il librettista Angelo Anelli. E così, nel variopinto e geniale spazio scenico ideato da Nespolo, una regia brillante ma misurata lascia parlare la musica, con semplicità e grande fantasia, mettendo a nudo i meccanismi di base - che sono innanzitutto musicali, e che diventano azione - della comicità rossiniana. Sergio La Stella conduce la sempre affidabile Orchestra dell'Ente mostrando maggiore propensione per l'approfondimento dei momenti di languore elegiaco piuttosto che per quelli in cui prevale il policromo estro rossiniano: la sua è una lettura troppo composta, di stampo neoclassico, che sin dalla Sinfonia concede poco alla sferzante e surreale inventiva musicale dell'autore. La compagnia di canto si disimpegna mediamente bene: tutti masticano con cognizione di causa la vocalità rossiniana e le sue vertiginose colorature, ma c'è chi lo fa con disinvoltura e bel colore come Antonella Colaianni (Isabella), e in parte anche Ilaria Vanacore (Elvira), e chi come Mert Sungu (Lindoro) non riesce a mascherare troppi suoni nasaleggianti e un timbro diseguale. Anche il Mustafà di Gabriele Sagona si disimpegna sostanzialmente bene, mentre danno voce a Zulma, Haly e Taddeo rispettivamente Ilaria Ribezzi, Francesco Leone e Fabio Previati. Buono infine l'apporto della Corale Canepa diretta da Luca Sirigu. Oggi si replica con inizio alle ore 16.30 sempre sul palco del Teatro Comunale.

L'opera

L´italiana in Algeri

Nell'anno del 150esimo anniversario della morte, l'Ente Concerti di Sassari onora Gioachino Rossini inaugurando la Stagione 2018 con L'italiana in Algeri, già andata in scena nel...

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