News

Un cappello pieno di applausi

Facebook Twitter Posta elettronica WhatsApp Telegram
la-conclusione-delloperaSi è aperta con l’apprezzamento del Teatro Comunale la Stagione lirica 2019 dell’Ente concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari. Oltre sei minuti di applausi hanno accolto, per la prima volta in Sardegna, la farsa musicale Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota. L’opera, scritta nel 1946 ma andata in scena per la prima volta nel 1955 al Teatro Massimo di Palermo, era al debutto nell’isola: una scelta premiata dal consenso del pubblico, che ha dimostrato di apprezzare la divertente commedia degli equivoci – tratta da Un chapeau de paille d’Italie, scritta dai francesi Labiche e Michel a metà Ottocento – ma anche il giovane cast composto in larga parte da cantanti sardi: Mauro Secci (Fadinard), Ilaria Vanacore (Anaide), Francesco Leone (Nonancourt), Marco Puggioni (Felice) e Gianluca Moro (Vezinet); con loro Elisabetta Scano (Elena), Marco Bussi (Beaupertuis), Aloisa Aisemberg (La baronessa di Champigny), William Hernandez (Emilio), Bruno Lazzaretti (Achille di Rosalba/Una guardia), Veronica Abozzi (La modista) e Fabrizio Mangatia (Il caporale), con il cameo di uno dei professori d’orchestra, Manuel Dammicco, che si è prestato a interpretare in scena il ruolo recitante di Minardi, eseguendo sul palco una parte scritta appositamente da Rota per questo curioso personaggio. Federico Santi ha diretto l’Orchestra e il Coro dell’Ente – preparato da Antonio Costa – in una partitura molto complessa, spumeggiante e ricca di improvvise variazioni. Non sono mancati gli applausi a scena aperta, in particolare per le arie di Fadinard e il duetto con Elena, e quelli a fine opera che hanno premiato tutti i protagonisti, compreso il regista Lorenzo Maria Mucci, che ha curato un allestimento – nato nel 2017 per il Teatro di Pisa – in uno studio cinematografico “d’antan”, con i suoi finti ambienti, gli elementi intercambiabili, i trucchi un po’ da fiera e la precarietà costante delle scenografie. Il risultato, che si è dimostrato godibile, si deve anche alle scene di Emanuele Sinisi e ai costumi di Massimo Poli, oltre alle luci di Tony Grandi. Dopo il successo del Cappello, che sarà proposto in replica domani, domenica 29 alle 16,30, la Stagione lirica tornerà al Comunale il 18 e 20 ottobre con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in un nuovo allestimento dell’Ente concerti in collaborazione con l’Accademia di belle arti “Mario Sironi” di Sassari. Seguiranno poi La Cenerentola di Gioachino Rossini l’8-10 novembre, Il trovatore di Giuseppe Verdi il 6-8 dicembre e il concerto conclusivo del tenore Francesco Demuro, insieme all’Orchestra dell’Ente, il 13, 14 e 15 dicembre.

In programma

Pagliacci

Pagliacci, la più famosa tra le composizioni liriche del compositore napoletano Ruggero Leoncavallo, autore anche del libretto, torna a Sassari a 13 anni dall'ultima esecuzione in un nuovo...

Articoli