Rassegna stampa

Cenerentola da fiaba incanta il Comunale

La Nuova Sardegna

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Ha riscosso un pieno caloroso successo, al Teatro Comunale, il terzo titolo della stagione lirica del De Carolis: merito di una produzione convincente in tutte le sue componenti ma anche - è inutile negarlo - della trascinante invenzione musicale di Giochino Rossini, che proprio con la Cenerentola ha firmato uno dei suoi sommi capolavori, peraltro concepito - com'è noto - frettolosamente, in poco più di tre settimane. Non si trattava di un nuovo allestimento ma di una collaudata produzione proveniente dal Circuito Teatri Opera Lombardia, il cui punto di forza era rappresentato innanzitutto dall'impianto scenico ideato da Dario Gessati, bellissimo e molto pulito nelle forme, strutturato in uno spazio teatrale che prevede superiormente una galleria praticabile da cui - in varie fogge - fa capolino il coro. Il passaggio dal primo al secondo atto avviene sovrapponendo delle quinte colorate, mentre alla fine l'impianto scenico viene messo a nudo in tutte le sue strutture portanti, quasi a simboleggiare lo scioglimento del 'nodo avviluppato', rappresentato da Rossini nel celebre geniale sestetto. La regia di Arturo Cirillo - ripresa da Antonio Ligas - equilibra correttamente i caratteri realistico-borghesi della vicenda (le dinamiche di patrigno e sorellastre, la vicenda di una donna maltrattata in un contesto familiare, e così via) con quelli fiabeschi e astratti tanto cari a Rossini, anche se deborda in più d'una occasione in un inutile decorativismo affidato agli onnipresenti figuranti, dannosi durante l'esecuzione della splendida Sinfonia che ambiremmo ascoltare senza inquinamenti visivi. Bellissimi e bizzarri i costumi di Vanessa Sannino, che conferiscono un seducente tocco di colore fiabesco alla scena. Rispondente alla complessità della partitura e alla necessità di assicurare un perfetto ritmo teatrale alla raffinata macchina teatrale concepita da Rossini e Ferretti la direzione di Jacopo Rivani, scattante e incisiva ma all'occasione anche morbida e assecondante le linee vocali negli accompagnamenti delle arie. Sul palcoscenico tutto il cast ha cognizione di cosa sia la vocalità rossiniana e di come debba essere affrontata. Peccato che proprio il ruolo di Cenerentola sia stato gestito dal mezzosoprano giapponese Aya Wakizono che, nonostante gli ottimi mezzi vocali e le ottime intenzioni, non era in perfette condizioni fisiche, come annunciato prima dello spettacolo: la sua prova, pur sotto tono, ha fatto comunque intuire le potenzialità di questa interprete e la sua capacità di penetrare il personaggio di Angelina.Ottima invece la prova - sia sul piano vocale che scenico - di Fabio Maria Capitanucci nel ruolo di Don Magnifico, così come ben costruiti sono apparsi quello di Dandini, affidato al basso William Hernàndez, e di Don Ramiro, il tenore Leonardo Ferrando, che ha gestito assai bene la sua difficile parte. Brillanti infine le sorelle Clorinda e Tisbe, impersonate da Francesca Pusceddu e Martina Serra, e adeguato al ruolo Alessandro Spina (Alidoro). Buona la prova della Corale Canepa diretta da Luca Sirigu. Domani si replica alle 16.30.

Antonio Ligios

L'opera

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