Rassegna stampa

Tutti i colori di Cenerentola

SardegnaDies.it

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Ritorna dopo dieci anni e lo fa nel migliore dei modi, convincendo per l’allestimento e le voci. È “La Cenerentola, ossia la bontà in trionfo”, dramma giocoso di Gioacchino Rossini, su libretto di Jacopo Ferretti, uno dei capolavori del maestro pesarese, terzo titolo in cartellone proposto venerdì e domenica al Teatro Comunale dall’Ente Concerti Marialisa De Carolis per la Stagione lirica 2019. Una partitura che non delude e che squaderna su una ideale scrivania musicale tutti i topos sonori rossiniani. Il libretto di Jacopo Ferretti è più che noto, superfluo ricordare la trama. Semmai è importante mettere in evidenza le differenze rispetto alla fiaba di Perrault: c’è un patrigno e non una matrigna, un personaggio maschile sostituisce la fata e soprattutto un braccialetto e non una scarpetta. Già la sinfonia mette in risalto gli elementi più tipicamente rossiniani, su tutti i fantasmagorici “crescendo”. Lo diciamo subito: peccato per la presenza sul palcoscenico di quattro inopportuni mimi (con tanto di scarpette, che però in questa versione di Cenerentola, come detto, sono del tutto assenti) che hanno distratto oltremodo lo spettatore da una personale e interessante rilettura della partitura dell’ouverture da parte del direttore Jacopo Rivani, che ha accelerato i crescendo fornendo ritmo a una già bella costruzione sonora. Mimi che sono poi tornati più volte in scena e che per fortuna sono poi diventati marginali, lasciando campo libero a una coloratissima soluzione scenografica e soprattutto di costumi, che tenevano elementi della moda del 1700 fusi con altri fantasiosi e con appariscenti e, ancora una volta, colorate parrucche, tranne per Angelina, vestita in modo semplice dall’inizio alla fine. Due livelli nel disegno scenografico hanno inoltre consentito di sistemare per gran parte della rappresentazione il coro su quello più alto, per aprirsi al termine lasciando a vista le quinte. Una soluzione che ha dato ordine alle sequenze. Affascinanti alcuni rimandi alle splendide e storiche regie di Jean Pierre Ponnelle, non solo “La Cenerentola” ma anche “Il Barbiere”: i personaggi disposti in linea che si piegano su un lato all’unisono al termine del primo atto è una citazione proprio del celebre Barbiere diretto da Abbado con regia di Ponnelle. L’allestimento, originariamente del circuito Teatri OperaLombardia, portava la firma di Arturo Cirillo ed è stato ripreso a Sassari dal regista sardo Antonio Ligas: le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Vanessa Sannino e il disegno luci di Tony Grandi.
Sul cast note positive. Voci azzeccate e buona presenza scenica per tutti. Ha convinto il mezzosoprano giapponese Aya Wakizono (Angelina – Cenerentola), che nonostante una annunciata indisposizione non ha deluso, soprattutto nello splendido rondò del finale “Non più mesta”. Trascinante e spiritoso al punto giusto il Don Magnifico di Fabio Maria Capitanucci; bene, e con un bel timbro, il Dandini del giovane costaricano William Hernández e il Don Ramiro dell’uruguaiano Leonardo Ferrando, che dopo un inizio un po’ impacciato si è sciolto vocalmente; stesso discorso per Alessandro Spina (Alidoro), in principio titubante e incerto. Ottime infine le due sorellastre, le sarde Francesca Pusceddu (Clorinda) e Martina Serra (Tisbe), scoperte grazie alle audizioni per giovani cantanti locali.
L’Orchestra dell’Ente Concerti, come detto, è stata ben diretta da Jacopo Rivani, con la Corale “Canepa” preparata da Luca Sirigu.
Il quarto appuntamento della Stagione lirica sassarese è in calendario il 6 e 8 dicembre con “Il trovatore” di Giuseppe Verdi. A chiudere la Stagione sarà il concerto del tenore Francesco Demuro con l’Orchestra dell’Ente Concerti nei giorni 13, 14 (fuori abbonamento) e 15 dicembre. I biglietti per “Il trovatore” e il concerto lirico-sinfonico saranno messi in vendita al botteghino del Teatro Comunale da mercoledì 13 novembre. (lu.fo.)

L'opera

La Cenerentola

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