Rassegna stampa

Gazale regala alla sua città una serata di grande musica

La Nuova Sardegna

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di Antonio Ligios
Le cronache dell'epoca ci riferiscono che il "salotto buono" di Sassari nell'Ottocento costituiva il palcoscenico per le periodiche esibizioni della banda municipale, mentre in tempi più recenti ricordiamo soltanto un concerto sinfonico-corale organizzato dal Conservatorio Canepa in occasione della Festa della Repubblica e ospitato nello spazio prospicente la scalinata che porta al Palazzo della Provincia. Lo stesso scenario è stato scelto dall'Ente concerti De Carolis che - grazie al supporto dell'Amministrazione comunale - ha voluto inaugurare la propria stagione lirica 2020 con un applauditissimo concerto che ha visto come protagonisti il baritono Alberto Gazale, che ritornava a cantare nella sua città natale dopo oltre 10 anni, ossia dopo aver interpretato nel 2007 la Luisa Miller, e l'Orchestra del De Carolis diretta da Sergio Oliva. Una inaugurazione inusuale, non solo perché affidata ad un recital lirico con orchestra, ma soprattutto per il contesto in cui si è svolto l'evento: è inutile nascondere infatti che mascherine e distanziamenti richiesti al pubblico (e anche ad una parte degli orchestrali) limitano l'esercizio di quella socialità che costituisce uno degli elementi qualificanti del trovarsi insieme ad ascoltare un concerto o ad assistere ad uno spettacolo teatrale.Bene ha fatto comunque la direzione artistica del De Carolis ad operare questa scelta, nonostante le limitazioni imposte dall'attuale normativa: il concerto - al di là del valore puramente artistico - ha lanciato un segnale, che è quello di una città e di una società che ha bisogno di ritornare alla normalità, pur convivendo responsabilmente con l'emergenza sanitaria ancora in essere, e costituito un atto di ripresa e di speranza di un settore - quello della produzione musicale e più in generale dello spettacolo dal vivo - che è stato duramente colpito dall'epidemia da Covid-19 e che, pur faticosamente, dà in tutto il Paese incoraggianti segnali di ripresa.Il concerto, vista la natura dell'evento, presentava una fisionomia marcatamente popolare: un recital di pezzi vocali per baritono, tutti piuttosto famosi, tagliati sulle qualità canore e sul temperamento di Gazale, che anche nei recital non abbandona mai il suo approccio "teatrale", facendoci dimenticare - almeno in parte - tutti i limiti di questa formula che comunque il pubblico dei melomani dimostra di gradire sempre. Gazale è stato ovviamente grande mattatore della serata, in particolare in buona parte del repertorio verdiano proposto ("Pietà, rispetto, amore" dal Macbeth, "Oh, dei verd'anni miei" dall'Ernani, "Credo in un Dio crudel" dall'Otello e "Dio di Giuda" dal Nabucco), grazie alla sua vocalità che riesce a coniugare potenza e morbidezza, senza mai perdere di vista la necessità - in Verdi assolutamente essenziale - di scolpire la parola senza per questo impoverirla dei suoi contenuti melodici. Ma Gazale ha splendidamente interpretato anche il "Prologo" dei Pagliacci e il celebre "Nemico della patria" dall'Andrea Chenier di Giordano. Note dolenti invece sulla direzione di Sergio Oliva, che si è limitato ad accompagnare in modo un po' troppo generico e approssimativo, senza tentare di scavare almeno un poco nelle partiture: peccato, perché aveva a disposizione un'orchestra di buona qualità, la cui resa sonora è stata intaccata solo in parte dalla pur necessaria amplificazione.

L'opera

Concerto lirico-sinfonico

La Stagione lirica 2020 si apre con un evento inedito in città: un Concerto lirico-sinfonico in piazza d'Italia, che segna il ritorno della lirica a Sassari nel post lockdown dovuto...

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