Rassegna stampa

Ma com´ è colorata questa Cenerentola in salsa sassarese

L´Unione Sarda

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In scena al Teatro Verdi
Colori. Negli abiti e nelle voci, nelle situazioni farsesche delineate dal libretto di Jacopo Ferretti e nella musica scritta in neppure un mese da quel giovane genio di Gioachino Rossini. Un tripudio di cromatismi. Un divertimento per gli occhi e per le orecchie La Cenerentola andata in scena al Teatro Verdi, secondo titolo della nuova stagione presentata dall´Ente concerti Marialisa De Carolis.
Il pubblico (soprattutto i giovani) ha apprezzato, applaudito e riso. E non solo perché il regista Gianni Marras e parte del cast giocavano in casa. L´allestimento ha evidenziato equilibrio nel cast, omogeneità nella regia e nella direzione orchestrale, armonia nel fondere i diversi aspetti del melodramma giocoso: la burla, la comicità e il fiabesco. Senza scadere nelle macchiette. Rischio che evita il basso Antonio De Gobbi, un Don Magnifico dalla voce e dal fisico possenti, con gesti e occhiate adeguati a una parte caricata ma non caricaturale. Come quella delle garrule e vanitose figlie Clorinda e Tisbe, interpretate dall´esperta Maria Carla Curia (stesso ruolo nell´allestimento di Spoleto) e dalla cagliaritana Francesca Pierpaoli, soprano in continua ascesa.
All´opposto Angelina, la terza figlia, la Cenerentola, personaggio estraneo all´opera buffa per quell´aura di malinconico romanticismo che si dissolve solo nel lieto fine. Daniela Pini è bravissima nell´eseguire senza tentennamenti in alcun registro i virtuosismi richiesti da Rossini. E vi aggiunge le sfumature necessarie per dare spessore ad un personaggio altrimenti stucchevole nella sua bontà a tutto tondo.
Più corposa la recitazione che il timbro vocale del basso sassarese Antonio Vincenzo Serra (Dandini) talento destinato a migliorare. Così come ha potenzialità interessanti il tenore Daniele Zanfardino, sicuro negli acuti e tanto dimesso nelle movenze - come richiede il ruolo di Don Ramiro- quanto scoppiettante è stato il suo servo Dandini, travestito da Principe per capire i reali sentimenti delle ragazze. Suggerimento di Alidoro: il basso Paolo Pecchioli che nell´opera sostituisce la fata.
Divertito e divertente il coro maschile della Santa Cecilia di Sassari (diretto da Gabriele Verdinelli) anche en travesti alla festa reale. Bacchetta leggera quella di Stefano Vignati che ha diretto l´orchestra dell´ente sassarese. E non è certo semplice ottenere fusione tra buca e palco nei sillabati rapidissimi e nelle variazioni di ritmo necessari per aumentare l´effetto ilare, come nel gustosissimo sestetto del secondo atto.
Dulcis in fundo le scene e soprattutto i costumi. Geniale la scelta dei materiali di recupero: catenelle dei servizi igienici, corde delle tapparelle, tappeti antiscivolo per doccia ritagliati a mo´ di gioielli. Iridescenze disneyane.

(Giampiero Marras)

L'opera

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